| Territori comunali
interessati: Nule Punto di partenza: Belvedere S. Paolo |
1 percorso: circa km 25 . |
Accesso:
* da Sassari: percorrendo la SS 131, si esce dallo
svincolo per Ozieri e si prosegue sulla 128 bis verso Bultei per svoltare sulla
sinistra verso Benetutti-Nule sulla SP 7; si attraversa il paese di Benetutti e
si prosegue per Nule;
* da Cagliari: percorrendo la SS 131, si esce dallo
svincolo per Macomer e si prosegue a destra sulla SS 129; si svolta a sinistra
per Ozieri-Olbia per imboccare immediatamente la scorrimento veloce
Abbasanta-Olbia in direzione per Olbia; si svolta a destra per Benetutti-Nule
sulla SP 86, si attraversa il paese di Benetutti e si prosegue per Nule.
Interessi prevalenti:
* dal punto di vista ambientale l'itinerario consente la visita al Belvedere S.
Paolo (punto panoramico) e alla località Ballariu;
* dal punto di vista culturale l'itinerario consente la visita al centro storico
di Nule, ad alcuni nuraghi (Arile, Edutta, Laonidde, Istelai e Voes), a 2 dolmen
(Mialibengo e Santu Lesei), al menhir di Istelai e alle tombe di giganti di S'Agara.
Lunghezza del
Le indicazioni sulla lunghezza del percorso non comprendono il rientro al punto
di partenza.
Punti di appoggio e sorgenti: il punto di appoggio è rappresentato esclusivamente dal paese di Nule.
Itinerari per l'escursionismo culturale e ambientale nel territorio di Nule
Nel territorio di Nule (5180 ettari), non esistendo proprietà demaniali, gli
itinerari per l'escursionismo culturale e ambientale sono stati tracciati
considerando le emergenze più rilevanti che risultano pertanto dislocate in
terreni privati.
L'accesso è, comunque, sempre garantito dai proprietari che raccomandano
soltanto una giusta attenzione nella apertura e chiusura dei cancelli.
Punto di partenza
Nule - il paese più alto del Goceano - sorgendo ad un'altitudine di 650 metri
s.l.m., ha indubbiamente una posizione privilegiata dal punto di vista
panoramico.
E proprio per esaltarne questa caratteristica abbiamo scelto come punto di
partenza il Colle di San Paolo, non solo perché i nulesi tengono particolarmente
a questo sito ricco di storia, ma anche perché da una decina di anni è stato
trasformato in belvedere, attrezzato con panchine e aree verdi, visto che,
trovandosi a quota 655 metri, è un ottimo punto panoramico dal quale si può
ammirare tutta la Catena del Goceano, i paesi de Sa Costera, il Castello di
Burgos, e il vicino paese di Benetutti.
Il Colle di San Paolo (Colle di Santu Paulu) è noto anche come Campusantu 'etzu,
perché il sito è proprio quello del vecchio cimitero, ormai sconsacrato, dove
esisteva anche la chiesa romanica di S. Paolo, di trachite rossa, dove - come
racconta La Marmora nel suo "Itinerario della Sardegna" - nel 1855 vi furono
sepolte un centinaio di persone morte di colera. Della chiesa, ormai distrutta,
rimane soltanto un'acquasantiera in granito, conservata nella chiesa
dell'Assunta.
Come testimonia una fotografia della prima metà di questo secolo, nel colle
sorgeva un monolito granitico, oggi non più in situ, ma che gli anziani
ricordano ancora per le sue notevoli dimensioni, tant'è che lo chiamavano su
monte 'e Santu Paulu.
Forse si trattava di un menhir, facente parte di un complesso neolitico a
carattere cultuale, di cui non esistono, però, più tracce.
Dal Belvedere consigliamo - prima di intraprendere gli itinerari che ci
porteranno ad esplorare il territorio circostante - la visita al centro storico
di Nule dove si conservano ben sei, delle dieci chiese conosciute sino al secolo
scorso.
Della chiesa di S. Giovanni, sotto il colle di S. Paolo, segnaliamo la cerimonia
del comparatico, una tradizione popolare risalente al periodo di dominazione dei
bizantini (VI - IX sec.) che sino agli inizi del secolo si svolgeva proprio
nella chiesa, dove i giovani si recavano per compiere il rituale, in nome del
santo, che li avrebbe legati come sos compares e sas comares de Santu Zuanne e,
quindi, da quel momento in poi si sarebbero dovuti dare del voi al posto del tu,
nei loro rapporti.
Della parrocchiale di S. Maria, segnaliamo inglobato nella parete absidale, il
vecchio campanile - unico nel suo genere in Sardegna - con la particolare canna
cilindrica leggermente rastremata, concluso da tre campaniletti a vela disposti
intorno ad un singolare pinnacolo, risalente al XVII sec.
La vicina chiesa di S. Croce, sede di una Confraternita religiosa penitenziale,
è probabilmente la più antica del paese vista la sua edificazione risalente al
XVI sec. Al suo interno si conserva il Crocefisso ligneo seicentesco, realizzato
da un intagliatore sardo.
Nella chiesa dell'Assunta - che ha un impianto a tre navate separate da arcate a
tutto sesto coperte da capriate lignee - segnaliamo l'altare ligneo di pregevole
fattura.