Convocati
il dottor Giò Maria Angioy ( 1) sindaco ed il censore Nicolao Gava Cavaliere.
Dalla
relazione fatta da questi due si ricavò in sostanza che li seminari
davano sicura garanzia della raccolta, se li barracelli riusciranno a
salvaguardare li prati seminati da li pastori ;
non
esservi discoli, se no Giò Mela, che abita in campagna, nel salto detto « Serra
de Ruiu » ;
che
il consultore delegato sta sempre in continua residenza sovraccarico di
moltissimi affari ;
che
l’archivio e cattivo stato, mentre rimanendo in casa del sindaco, lo
sboccamento d’un piccolo fiume distrusse
la
casa
de lo Archivio ed in tale occasione si sono disperse molte iscritture e processi
;
la
nomina del sindaco si fa senza costo di spesa, precedendo il permesso del
consultore delegato per la Giunta di Comunità, che forma la terna, e
colui che ha più voti si ha per sindaco eletto, e gli si conferiscono la
procura. Questo esercisce lo impiego senza veruno stipendio, né gode di
esenzione, se non in qualità di cavaliere;
le spese del comune si fanno per diramma, e volta per volta se ne da conto al consigliere delegato senza tenersene alcun registro;
in
quanto ai mandamenti personali non vi regna aggravia perché si prevalgono d'un
corriere stipendiato da tutte le ville del contrado per contribuzione, e gli
altri servigj personali si fanno per torno; , nel pagamento del feudo non
concorrono a titolo di esenzione i cavalieri i ministri di giustizia, li notai
li scrivani quei vestiti di panno(=i signori)
che
la barracelleria corrisponde esattamente al loro capitolo di conservazione;
sarebbe però di avvantaggio alla comunità se si obbligassero di pagare di
pronto li buoi, vacche, ad effetto che il derubato potesse continuare
nell'agricoltura;
altri
uomini portano legna, acqua, pane ai prigionieri, e non si sa perché quei di
Bono siano esenti da questa incombenza, se non è perché sono tenuti ai
comandamenti della curia, e servono di guardia, di maggiori e di scambio ;
in
quanto alli alimenti sono a discrezione delli arrendatorì. Il censore dice di
non sapere quanto per detti alimenti si somministra dalli arrendatori; ma
però vi è un lamento generale, che il maggiore di giustizia molte volte li
conduce, li prjgionieri, legati per le strade a dimandare la elimosina.
Il
Sindaco poi aggiunge, che sono indicibili li clamori dei poveri carcerati per la
mancanza di alimenti, perché ordinariamente muoiono ai fame, come morì l'anno
scorso un certo Pintus di Illorai, e se non fosse dalla limosina, che va
raccogliendo il maggiore, morirebbero tutti d'inedia, ed il fare uscire legati
come sopra li prjonieri, è per promuovere più a compassione l'animo degli
abitanti a fare limosina.
Il
monte granatico consiste di fondo attuale starelli 115, il fissamento è di 2400
ma non si danno terre, e giunte di bovi bastanti per arrivare a compimento, e
sarebbero bastanti starelli 800.
Vi
è ancora molta moneta vecchia massime in argento. Li piantamenti si fanno nelle
rispettive possessioni, di alberi fruttiferi ad arbitrio del proprietario; però
alcuno non si è mai applicato ad inserire olivastri per non sapersi la maniera
di farlo.
Li
pesi e le misure sono giuste, e comprovate con quelle di Cagliari.