BULTEI

Scrivendo su Benetutti ho parlato sì diffusamente di Bultei, che poco resta da dire sull'argomento.

Che Bultei sia un paese antichissimo, è fuori questione; ma non si conosce l'epoca della sua fondazione, neppure approssimativa. Il tempo e 1 'incuria degli uomini hanno distrutto troppo delle orme lasciateci  dagli antichi, togliendoci la possibilità di seguire quel famoso filo di Arianna, che ci avrebbe potuto permettere un orientamento sicuro. Perciò si è costretti a procedere per induzioni, a lanciare delle ipotesi più o meno attendibili! sempre soggette a critiche, spesso oltre misura mordaci. E' preferibile pertanto limitarmi a coordinare fatti concreti e da essi trarne una logica conclusione.

Che il territorio di Bultei fosse già abitato nell'età neolitica, è cosa accertata. Lo dimostrano i numerosi nuraghi e le domus de janas sparsi nel suo agro. Ci sono ancora, o per lo meno vi erano fino all'inizio di questo secolo, le vestigia, a nord del paese di due antichi centri abitati, che si crede siano stati annientati da una terribile pestilenza verso la fine del medioevo.

Nel Campo di Bultei, in prossimità delle Terme, sorgeva pure il paese di Usulvì, che andò distrutto nel primo medioevo. Ad Usulvì era un convento del Camaldolesi, ai quali il vescovo De Castro, nella seconda metà del XII secolo, cedette la chiesa di S. Saturnino con una forte rendita, come già ho riferito.

I nuraghi dell'agro di Bultei, che per la loro maestosità, sembra conservino ancora qualcosa dell’antica fierezza, sono : Tilariga, Norchidda, Curzu, Logustana, Pedra-de-Battile.

E' probabile che la fondazione dell'attuale Bultei sia di poco anteriore al mille.

Posto ai piedi della Catena del Marghine, in una posizione incantevole, ha un clima temperato anche d'inverno, ma l'aria non vi è salubre e per le nebbie frequenti e per l'umidità. Possiede un agro vastissimo -35 miglia quadrate -, ricco di ubertosi pascoli, di pittoreschi canali, solcati da serpeggianti ruscelli dalle acque perenni, come il Norchidda, Giuntura-de-Pira, ed il fiumicello che attraversa il paese -Istechiri. Nel secolo scorso erano rinomate le acque della fontana Soletta sgorgante in mezzo ad una selva, sullo stradale che da Ozieri porta a Benetutti. Questa fonte era allora la meta prescelta per le scampagnate specialmente dagli Ozieresi, i quali, durante i mesi estivi ed in primavera, si sottoponevano volentieri alle fatiche di quattro ore di cammino pur di raggiungere questo incantevole sito, rallegrato dalla dolce acqua sgorgante da questa fonte, e dalla lussureggiante vegetazione che ne completa il quadro stupendo. Altra bella fonte è quella di Spedrumele, che fino a poche decine di anni fa forniva acqua ottima e sufficiente a tutta la popolazione.

Tutti i fiumicelli, dei quali abbiamo parlato, affluiscono al Tirso, che bagna il Campo di Bultei.

Quattro sono i monti -quasi tutti di uguale altezza -della Catena del Marghine che fanno parte del territorio di Bultei : Orovò, Ispedrumele, Pizzu, Asprisargiu.

n terreno si presta a vari generi di coltivazione. Un tempo le pesche di Bultei andavano famose ed erano ricercatissime in tutti i mercati. E' un vero peccato che i frutticoltori di questo paese, anziché intensificarne la produzione, l'abbiano lasciata cadere. Ma ogni pianta da frutta trova qui il suo terreno adatto e rende bene. Non parlo poi dei suoi orti, quasi tutti irrigui, che producono frutti eccellenti per qualità, gusto, quantità.

Altra grande ricchezza di Bultei sono i boschi : querce, elci e sugheri, la cui corteccia, di ottima qualità, viene ben rimunerata "e costituisce per molti bulteini una sicura fonte di entrata.

Bultei fece prima parte della Curatoria di Anela, poi, sotto i D'Arborea venne incorporata nella Contea del Goceano e diventò un feudo regio dopo la sconfitta del Marchese di Oristano a Macomer. Nel 1839 rivendicò la sua libertà, riscattandosi.

Altezza del comune m. 509.

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