Benetutti
sorge su un breve pendio ai piedi dell'estremo lembo dell'altipiano del Goceano.
Lo domina un breve colle, il monte Sisine, dove si vedono ancora i resti d'un castello
e dove sono stati trovati reperti di diverse età.
Tutto il territorio intorno al paese
dovette essere abitato fin dall'antichità. I monumenti prenuragici più
conosciuti sono la tomba di Monte Maone, appartenente alla "cultura di San
Michele" (3000-2300 avanti Cristo), in
cui si mescolano il tipo della sepoltura
ipogeica con la struttura rilevata della tomba dolmenica, e numerose domus
de janas a Molimentos (all'incrocio della strada che da Benetutti porta a
Nuoro con quella che viene dalle Terme di S Saturnino). Numerosi, del resto,
sono anche i nuraghi disseminati in tutto il territorio (S'Aspru, Orrile,
Torodda, Tolidda, Alamanna, Sant'Elena, Carvoneddu, Ogoro). A Tanca Orrios
esiste anche una interessante "tomba di giganti" (1500-1400 avanti
Cristo).
Nel
periodo romano la zona fu frequentata soprattutto per la presenza delle Aquae
Lesitanae: con questo nome i romani conoscevano le sorgenti di acqua calda
solfurea e ferruginosa che danno vita, oggi, alle terme di San Saturnino. Il
nome attuale viene dalla vicina chiesetta, dedicata al santo, costruita nel
XIII secolo forse sulle rovine di un precedente nuraghe, in sostituzione di
un'altra che nel 1164 era stata donata ai Camaldolesi, che infatti qui vissero
e operarono.
Nel
periodo giudicale e poi nel periodo aragonese e spagnolo segui la sorte di
tutti gli altri paesi del Goceano: come loro fu, a partire dalla metà del
Quattrocento, appartenente al feudo regio del Goceano, come loro conobbe spopolamenti
e epidemie.
Nella
parrocchiale, dedicata a Sant'Elena, si conservano le tavole del retablo
dell’invenzione della Croce", che hanno per protagonista la santa,
madre dell'imperatore Costantino: dipinte verso la fine del 1500 da un pittore
anonimo conosciuto col nome di "Maestro di Ozieri", sono considerate
una delle più originali espressioni dell'arte sarda del Rinascimento.
Dall'avv.
Giuseppe Cocco Mulas, originario di Benetutti, nacque nel 1842 quello che doveva
restare come uno dei più grandi politici isolani, Francesco Cocco Ortu: più
volte deputato, fu ministro con Zanardelli e con Giolitti, di cui fu
collaboratore fidatissimo. Autore di numerose leggi per la Sardegna, si ritirò
dalla vita politica dopo il delitto Matteotti: morì nel 1929.