Bultei
Collocato
quasi ai piedi della catena del Goceano, si affaccia alla pianura del Tirso
nella zona fronteggiante le terme di San Saturnino (e infatti anche nel suo
territorio vi sono delle sorgenti termali). Fu abitato nell'antichità: lo testimoniano
diversi monumenti, fra cui una caratteristica tomba di tipo dolmenico, detta allée
cou verte ("corridoio coperto") nella zona di Su Coveccu,
risalente a circa il 1200-900 avanti Cristo. La civiltà nuragica è
testimoniata da "tombe di giganti" (come quella di Sas Prisgionas) e
da numerosi nuraghi (Norchidda, Curzu, Logustana, Bonirò, Ludo, Pedra 'e
Battile, Tilariga: in quest'ultimo si vedono ancora le mensole che reggevano il
terrazzo superiore, forse in legno).
Dal
territorio di Bultei vengono anche due belle navicelle bronzee, una con protome
bovina e una, ancora più bella, con protome di cervo e con uccelli e cani sui
parapetti e su delle colonnine: tutt'e due furono ritrovate nella località Is
Argiolas, o Bonotta, e sono oggi conservate nel Museo Archeologico di Cagliari.
Nel
Medioevo il centro subì la sorte degli altri villaggi della zona: appartenne
al giudicato di Torres e alla curatoria di Anela e fece poi parte della contea
del Goceano, feudo regio sino al 1839.
Un
tempo il paese era attraversato da un ruscello, Istechiri, oggi arginato e
coperto. La sua posizione incoraggia, qui più che negli altri centri, le
attività contadine, altrove sempre in secondo piano rispetto a quelle pastorali
e forestali: non per niente Bultei era rinomato, sino a qualche decennio fa,
per le sue pesche, un'autentica rarità in una zona non molto ricca di frutta.
La
parrocchiale è dedicata a Santa Margherita.